Il diritto alla salute: dalle macerie ….. una svolta! In evidenza

(lettera aperta di Gianluigi Trianni candidato della lista “L’Altra Emilia Romagna”)

E’ tanto doloroso quanto doveroso usare questa foto di ciò che resta della già Clinica Psichiatrica del Policlinico di Modena, per motivare le proposte di politica sanitaria della lista “L’Altra Emilia Romagna”.

Le macerie materiali del Policlinico ritratte in questa foto, e quelle organizzative dell’Ospedale di Baggiovara, che costituiscono il contesto politico gestionale pregiudiziario della vicenda del paziente disperso una notte di 3 anni fa, sono la testimonianza degli errori delle passate amministrazioni regionali, provinciali e comunali a Modena.

Sono anche l’emblema di ciò che diventerà la Sanità a Modena, e nei Comuni della Provincia, se si lascerà spazio alla privatizzazione della sanità pubblica, a carico dei cittadini a basso e medio reddito e di quelli ad alto reddito da lavoro dipendente (gli altri o non pagano perché troppo poveri o non pagano perché evasori fiscali!)

La privatizzazione della sanità pubblica a carico dei cittadini a basso e medio reddito è l’esito obbligato di due processi in atto a Modena, in regione Emilia Romagna ed in Italia.

Da un lato l’ulteriore taglio dei trasferimenti alle regioni della legge di stabilità 2015, proposta dal Governo Renzi, approvata dal PD, nei fatti sostenuta anche dall’opposizione di centro destra e dalla Lega vetero-razzista e neofascista, non contrastata con adeguato vigore dalla giunta della regione Emilia Romagna, così come è successo per il blocco del turn over del personale e per il blocco dei rinnovi contrattuali.

Dall’altro lato, il diffondersi dell’offerta ai cittadini di reddito basso e medio, costretti dalle lunghe liste d’attesa e da onerosi ticket, di pacchetti assistenziali a basso costo da parte di fornitori di prestazioni specialistiche ambulatoriali privati convenzionati, o di dipendenti pubblici in libera professione intra o extra moenia, e, a Modena, addirittura da Coop Estense, che se le è procurate tramite una convenzione con l’AUSL di Modena, sfruttando la tensione ad incrementare le proprie entrate di professionisti della salute, non solo medici ma anche del comparto, sottopagati ed operanti in orario aggiuntivo alle 38 ore settimanali contrattuali, quindi a loro volta supersfruttati!

Questa è anche la premessa al diffondersi delle assicurazioni private offerte da Unipol e da Mediolanum, due nomi a caso!

Nella nostra città si sono investiti negli anni 2000 circa 600 milioni di euro per ottenere due mezzi ospedali, entrambi mezzi universitari, entrambi insufficienti a rispondere alla domanda cittadina e provinciale, entrambi sotto dotati di personale, entrambi sostanzialmente doppioni, entrambi dagli alti costi gestionali.

A Modena ne basta uno, a elevato e ottimizzato finanziamento delle attività di assistenza, di didattica e di ricerca, integrato con la rete ospedaliero-distrettuale (Case della Salute) della AUSL di Modena, la rete assistenziale della regione e con un costituendo sistema della ricerca e della didattica biomedica delle 5 università operanti nella nostra regione a sua volta integrata con il sistema della ricerca e della didattica propria delle aziende del servizio sanitario regionale!

Occorre a Modena correggere gli errori di politica sanitaria degli anni passati ed arrivare, in dieci anni, ad un unico ospedale cittadino, prima sul piano amministrativo e poi su quello logistico.

Occorre a Modena e nei Comuni della Provincia realizzare il programma proposto dalla lista “L’Altra Emilia Romagna” per il Diritto alla Salute:

  • Case della Salute in ogni Comune e in ogni Quartiere delle grandi città

  • Riqualificazione ecosostenibile, tecnologica ed organizzativa della rete Ospedaliera

  • Eliminazione ticket e abbattimento liste di attesa

  • No alle assicurazioni private

  • Potenziamento dei servizi per

    • la prevenzione collettiva,

    • la Salute Mentale,

    • la Salute Sessuale e Riproduttiva,

    • la promozione della cultura della salute psicofisica e di sani stili di vita.

  • Incremento del Fondo e dell’Integrazione Socio Sanitaria

Questo programma consentirebbe non solo di attuare il Diritto alla Salute ma rappresenterebbe anche un’occasione di sviluppo economico: la Sanità in Italia, e a Modena ancor di più, contribuisce per oltre il 15% alla produzione di ricchezza/PIL, ed è fonte di buona occupazione, qual è quella ad altissima professionalità che serve negli ambiti della assistenza, della didattica e della ricerca applicata e di base.

Non si dica che i soldi non ci sono.

Si dica che non si ha la determinazione politica per procurarli dove ci sono!

Basta cercarli nei profitti del sistema bancario e dell’alta finanza finanziata dalla BCE, o nell’evasione fiscale*, tra gli sprechi strutturali e gestionali della spesa pubblica, anche in sanità, (quando si uscirà dagli appalti global-service polidecennali a Modena?) o nella spesa pubblica “condizionata” dalle mafie o mal indirizzata sulle spese militari o sulle grandi opere inutili.

 

 

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