• I candidati
    I candidati

    Foto di gruppo dei candidati

  • La manifestazione della CGIL
    La manifestazione della CGIL

    Il nostro striscione alla manifestazione della CGIL del 16 ottobre

  • Barbara Spinelli all'apertura della campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
    Barbara Spinelli all'apertura della campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
  • Guido Viale apre la campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
    Guido Viale apre la campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
  • Cristina Quintavalla al picchetto davanti alla CNA
    Cristina Quintavalla al picchetto davanti alla CNA
  • Piazza maggiore
    Piazza maggiore

    Come si vedeva piazza Maggiore dal palco da dove parlò Alexis Tsipras

La Mogherini a Marzabotto

La Mogherini a Marzabotto

Volantino de L'Altra Emilia Romagna

La Ministra Mogherini, diversamente da quanto annunciato, oggi non sarà a Marzabotto alla celebrazione del 70°anniversario dell’eccidio nazifascista di Monte Sole, e tuttavia riteniamo che il suo ruolo nel governo e nella Commissione Europea, esigano parole e gesti fedeli al dettato Costituzionale ed ai valori fondativi dell’Europa.

 

 

Un’Europa e un’Italia coerenti con questi valori devono:

  • Smettere di adeguarsi passivamente alla politica estera statunitensecome sta succedendo in diversi scenari di guerra. Dall’Ucraina dove si sta appoggiando la linea espansionistica della Nato (osteggiata da metà della popolazione) alla Palestina con la colposa assenza, quando non aperto appoggio, nella guerra di Israele contro la striscia di Gaza. Siria, Iraq, Libia non sono disastri caduti dal cielo ma conseguenze di guerre che hanno letteralmente generato stati fallimentari e caos, nonostante i fuorvianti propositi iniziali. Una situazione denunciata perfino da una fonte autorevole come il Papa che ha parlato di “Terza Guerra mondiale a puntate”.

 

  • Prendere atto che il governo di Kiev ha attuato una strategia militare pericolosaavvalendosi di milizie di estrema destra. L’esempio più lampante è il battaglione Azov, formazione paramilitare di ispirazione neonazista che risponde al Ministero degli Interni. Contro questa strategia l’Europa tace, come tacciono gli Stati Uniti.

 

  • Respingere la nomina a Commissarioper la Cultura, Educazione, Gioventù e Cittadinanza, di Tibor Navracsics, noto in Ungheria per essere l’uomo di fiducia di Viktor Orbán, il premier che nel luglio scorso ha attaccato, senza mai smentirsi, i principi della democrazia liberale su cui l’Unione europea è fondata e che manda la polizia nelle sedi associative e ha soppresso per legge la libertà di stampa.

 

  • Respingere il TTIP, un accordo di "libero scambio" trattato segretamente con gli USA, che rappresenta un vero e proprio attacco a diritti fondamentali del lavoro, dell'ambiente e di un'economia responsabile.

 

L'Europa e l'Italia che vogliamo sono quelle che:

 

  • Si impegnano a costruire la pacenel solo modo possibile e cioè, attraverso politiche di cooperazione tra popoli, giustizia sociale e riconoscimento dei diritti.

 

  • Realizzano politiche di accoglienzacon corridoi umanitari presidiati dall’Unione Europea e dall’Onu, per evitare che le vie di fuga dalle guerre e da stati gettati nel caos come la Libia, siano monopolizzate dai trafficanti e delle mafie internazionali.

 

  • Offrono una sponda positiva alle rivoluzioni democratiche del sud del Mediterraneoe chiudono, invece, con tutte le politiche, già viste, di appoggio ai vecchi dittatori e basate sul respingimento dei migranti e sullo sfruttamento economico.

 

  • Attuano una reale politica di riduzione delle spese militari.Secondo di dati ufficiali relativi al 2013, pubblicati dalla Nato nel febbraio 2014, l’Italia spende per la «difesa» in media 52 Milioni di Euro al giorno. Secondo il Sipri, in realtà, la spesa militare italiana (all’undicesimo posto su scala mondiale) ammonta a circa 70 milioni di euro al giorno. Una cifra non solo insostenibile, ma inaccettabile in tempi di crisi

 

Per tutte queste ragioni pensiamo che sia sempre più urgenteun'Altra Europa, un’Altra Italia ed un’Altra Regione Emilia Romagna.

 

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