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    Cristina Quintavalla al picchetto davanti alla CNA
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    I candidati

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    La manifestazione della CGIL

    Il nostro striscione alla manifestazione della CGIL del 16 ottobre

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    Piazza maggiore

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    Guido Viale apre la campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
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    Barbara Spinelli all'apertura della campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna

Dall'Altra Emilia Romagna all'Altra Europa

Il documento regionale de "L'Altra Emilia-Romagna", approvato da tutti i comitati territoriali, redatto in preparazione dell'assemblea nazionale de "L'Altra Europa con Tsipras" del 17/18 gennaio tenutasi a Bologna. Sottoscrivilo cliccando qui.

 

Dall'Altra Emilia Romagna all'Altra Europa

1. Per un'alternativa di società radicalmente democratica, egualitaria, giusta e solidale

Il consolidamento ed il rilancio del progetto dell'Altra Europa non può che partire da un fecondo processo di condivisione ,di sostegno delle lotte e ai conflitti sociali, di lavoro per la crescita di un'ampia e generalizzata mobilitazione sociale contro le politiche neo-liberiste e la costruzione e maturazione di una proposta di governo nella crisi come stanno facendo altre realtà analoghe presenti in Europa. Per far questo c'è bisogno di identificare un orizzonte strategico che sappia accompagnare il momento della vertenza con quello della proposta: il nodo dell'orizzonte strategico e dell'idea di società è stato infatti rimosso fino ad ora dalla discussione ne L'Altra Europa, e il rischio è di una discussione in cui al centro vi sia solo la collocazione elettorale o l'opposizione al renzismo. La storia degli ultimi anni ci ha consegnato l'idea di una società e di un modello economico dove esistono solo mercato e profitto. Oggi quell'idea è in crisi ed è compito di chi ha avversato le politiche neoliberiste in questi anni di proporre delle alternative.

La società che abbiamo in mente deve tornare a mettere al centro del suo sviluppo i valori fondamentali definiti nella Costituzione della nostra Repubblica nel ‘48: la pari dignità di ogni persona, i diritti civili e sociali, l'uguaglianza, la giustizia e la solidarietà. Deve essere laica e radicalmente democratica per parlare di riscatto e di libertà. Deve saper maturare il meglio di analoghe esperienze fatte in America Latina negli ultimi anni sulla prospettiva del socialismo del XXI secolo, dei movimenti per la giustizia sociale ed ambientale sviluppatisi nel sud del mondo e dei progetti di autogoverno e cooperazione sociale nati nella crisi in Grecia, Spagna e Italia. Società che hanno affrontato e trovato soluzione al tema della redistribuzione della ricchezza, hanno riconosciuto l'importanza dei beni comuni rispetto al mercato, del lavoro rispetto al liberismo finanziario, delle comunità solidali rispetto all'individualismo rapace e competitivo, della pace, del disarmo e del "buen vivir" in un processo di conversione ecologica dell’economia e degli stili di vita, contrapposto a uno sviluppo bulimico e ingiusto, che distrugge l’ambiente e inquina le risorse naturali, mettendo a rischio tutta la vita sul pianeta.

Oggi pensiamo che sia maturo il tempo di un ampio dibattito politico e culturale da parte de L'Altra Europa che vada in questa direzione. Il radicamento e l'affermazione di progetti come Podemos e Izquierda Unida in Spagna, Sinn Féin in Irlanda, ma soprattutto Syriza in Grecia, rappresentano una grande possibilità che va al di là dei confini di quel paese e che parla a tutta l'Europa. Anche per questo diventa molto rilevante l'iniziativa politica della Sinistra Europea, che ha avanzato in occasione delle scorse europee, la candidatura di Tsipras a presidente della Ue, e del GUE/NGL (Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica).

 

2. Per l'alternativa al Pd, nel quadro della sfida alle politiche neo-liberiste e alle coalizioni che le sostengono

Tutto questo porta naturalmente l'Altra Europa ad opporsi alle politiche neoliberiste e ai governi e alle coalizioni che le stanno portanto avanti. Oggi quelle politiche sono sostenute in Italia dal governo di Matteo Renzi in continuità con analoghe esperienze di larghe intese tra popolari e socialisti/liberaldemocratici in giro per l'Europa. Questo stato di cose dimostra il definitivo fallimento delle terze vie e delle visioni di liberismo temperato di cui si sono resi protagonisti governi socialdemocratici in Europa, come in Italia, dagli anni '90 in poi. La conseguenza diretta per la sinistra è la presa d'atto dell'impraticabilità di coalizioni e alleanze con il Partito Democratico che è nato come reazione centrista e conservatrice a quel fallimento. Per questo l'alternativa al Pd deve essere un nostro tratto distintivo e caratterizzante. L'obiettivo de L'Altra Europa è costruire un unico polo di tutta la sinistra italiana, politica e  sociale, alternativo alle politiche neo-liberiste in occasione delle prossime elezioni politiche.

 

3. I territori come luogo di riaggregazione di quello che il liberismo ha diviso e come spina dorsale de L'Altra Europa

Le tornate elettorali delle europee e delle regionali ci hanno consegnato un radicamento del progetto dell'Altra Europa ancora troppo polarizzato intorno ai contesti metropolitani e a quella fascia di società più istruita che l'hanno premiata con il loro voto. D'altra parte, facendo riferimento anche alla nostra esperienza come L'Altra Emilia-Romagna, pensiamo che L'Altra Europa debba investire sulla presenza, sulla crescita e sulla valorizzazione dei territori; sui comitati locali come strumento per la partecipazione e la costruzione della nostra proposta politica. Nei territori vi è una ricchezza e una pluralità di vertenze, lotte, movimenti e associazioni; di gruppi di interesse dell'impegno sociale, ambientale e culturale; di movimenti impegnati nei diritti civili, di compagne e compagni impegnati nei luoghi di lavoro, nelle lotte per i diritti espropriati e contro la precarizzazione del lavoro. Queste esperienze, spesso nascoste dal dibattito politico/mediatico, devono essere considerati la linfa per una sinistra di alternativa che punti ad avere un ruolo non residuale. Devono essere lo spunto per la nascita di molti altri comitati e poli di aggregazione al di là delle scadenze elettorali. Per questo proponiamo che la composizione degli organismi nazionali de L'Altra Europa si riorganizzino dando un ruolo

centrale ai comitati territoriali, dove valga il principio di “una testa un voto”, con un'attenzione specifica alla rotazione dei ruoli e all'alternanza di genere e di generazione. Questa modalità ci sembra importante per dare un carattere plurale, inclusivo e partecipato al percorso de L'Altra Europa e rispondere alla domanda di cambiamento che anima le persone che si sono avvicinate al percorso, le compagne e i compagni che hanno fino ad ora aderito al nostro progetto.

 

4. Verso l'associazione nazionale de L'Altra Europa

Riteniamo che la costruzione della sinistra di alterativa possa nascere davvero solo attraverso un processo politico che sappia valorizzare la presenza di singoli e forze organizzate che procedano insieme con spirito unitario, plurale ed inclusivo. Per questo riteniamo che la via maestra sia procedere verso la costituzione dell'associazione nazionale L'Altra Europa: proprio

perché - attraverso tale forma - si possano sperimentare modalità nuove di democrazia partecipata interna, reti di collaborazione tra soggetti diversi per storia, cultura e percorsi ma che sappiano lavorare insieme a quegli obiettivi comuni che ci siamo già dati e ad altri che sapremo decidere insieme d'ora in poi. Una associazione che deve essere lo spazio di collegamento tra rappresentanti e base elettorale ed il motore di proposte politiche di mobilitazione per costruire coalizioni politiche e sociali più ampie nel contrasto alle politiche di attacco ai diritti del lavoro contenute nel Jobs act e di privatizzazione dei beni comuni, come sancito con lo Sblocca Italia e la legge di stabilità, magari ricorrendo anche allo strumento referendario. Riteniamo fondamentale che in tempi brevi siano poste le condizioni affinché tutti gli aderenti all’associazione possano esercitare la propria sovranità democraticamente.

Vogliamo costruire una sinistra unitaria e plurale in grado di aggregare - sulle coordinate di queste idee di alternativa di società e dell'alternativa alle politiche liberiste e al Pd - tutte le energie, risorse, disponibilità, i settori della società privi di rappresentanza e le forze sociali presenti nel Paese.

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